12 Dicembre 2010

Under ( ) effect.

Incastrata, definitivamente incastrata. La vedo, riesco a vedere il braccio, riesco a vedere la mia mano. Non ho forza sufficiente per liberarmi. 

Mi sono svegliato da circa dieci minuti, avevo perso conoscenza per il dolore. La presa era ancora salda, apro la mano. Un dolore lancinante mi percorre i tendini, arriva al gomito, dalla metà del braccio parte un'altra raggiera di capelli trasparenti diretta alla spalla. Dalla spalla si sparge un eco che si smorza sul finire dello stomaco, sotto la nuca e dietro le scapole. Non so da quanto tempo abbia perso i sensi. Non riesco a ricordare quasi niente, il rosso mi pervade la testa. Il prima diventerà importante quando sarò scampato a questo. Ora

devo

risolvere.

Disteso su un fianco, adagiato su un tappeto non troppo spesso di foglie arancioni, il terriccio sotto di me. Gli alberi intorno con il cielo bianco per sfondo. I tendini si sono recisi poco prima di perdere i sensi. Non sento troppo dolore se non mi muovo. La causa della perdita di sensi è questa. Da quanto però? Da quanto sono qui? Saranno le 3 del pomeriggio... sono vestito... non troppo pesante. Deve essere settembre...forse novembre. La macchia di sangue è ben assorbita dalla terra, le foglie arancioni mi prendono in giro attenuando il tutto.

 

< ma dai... non vedi che stanno tutti come te qui davanti? Solo tu ne stai facendo una tragedia così grande... >

 

Stronzi, io sto perdendo la mano. Voi vi state concimando, vi lasciate morire a piccole dosi per poter continuare, quando non avete che il nulla. Fermi, piantati e inamovibili, pensate solo ad accrescervi. Non a crescere, non a muovervi. 

Mi vedono come la vittima. Mi vedono come il grande sceneggiatore della mia fine. Quando arrivo non muoio mai. < ...un altro falso allarme, stronzo. Oramai è la prassi, lasciamolo perdere, lo farà ancora, lo lasceremo da solo. O fai sul serio o vai a fanculo. qui le cose sono semplici: se dici che vuoi morire devi farlo, altrimenti sei un falso ricattatore. Senza strumenti. >

Il sangue è freddo e cola piano, come brinato e secco lungo il polso. dalle dita, dallo squarcio. Guardo l'altra mano. é molto più bianca del solito. Dall'inizio saranno passati venti minuti, mi sento debole. Sto sanguinando da un bel po'. Senza quei denti sarei già morto. Denti d'argento con bocca marcescente piena di pustole ruggine. Se mi salvo devo dire addio al braccio. 

 

< tanto è il sinistro... >

 

...è sempre il mio braccio, non voglio perderlo. Stringo il pugno. Questa volta arriva al cervello, strizzo gli occhi, tiro un pugno dietro la mia schiena con l'altra mano, il dolore si somma, si moltiplica, si aggiunge. L'altra mano devia l'attenzione per poco, le dita si stanno quasi piantando nel palmo. Espiro l'ultima aria nei polmoni e creo stasi. Staziono, non guardo. non respiro. non mi muovo. Gli occhi pallati verso i contorni dei rami sul bianco. Avvicino gli occhi finché non sfumo il taglio netto del nero. Provo ad alzarmi. Non ho la forza per farlo, sono debole. Sono ancorato a terra, come se non bastasse. Le dita tremano, un raggio di sole nel massimo pallore che può raggiungere mi trafigge la mano e mi proietta un'ombra rossa sull'occhio, spettro tremulo come di vino nero. Rumore di catenelle che si scontrano, la vampa del dolore è coperta da brina. Giro la testa, la mia borsa sta a due metri da me.

 

< ...you're a loser babe, so that's why we're killing you. >

 

... quella non era una canzone? Non mi sembra che dicesse così il testo... starò confondendo di nuovo reale e immaginato...

Non arriverò mai alla borsa, è troppo distante. Si appannano gli occhi. Nessun rumore nell'aria se non quello del vento... dove cazzo sono arrivato? nessuno mi cercherà, nessuno sa dove sono, non lo so neanche io. Devo liberarmi da solo. Devo farlo, devo. Sapendo però che non salverò il braccio questa convinzione viene meno... meglio lasciarsi morire... questo la mia indole mi suggerisce. Il mio cervello dice di reagire, il corpo da ragione all'istinto autodistruttivo...anzi no... auto giacente da paralizzato.

 

< ...aspetta, aspetta che qualcosa accada... non devi sforzarti, qualcosa per magia succederà, tu che dici? Non ti senti così speciale da immaginare che sia possibile tutto questo? >

 

...per poi sapere che quel qualcosa è passato, quindi i giochi ormai sono finiti. 

Alzarsi, riuscire ed esser monco, soffrire per le cure...

oppure morire in pace, nel silenzio e dar da parlare a qualcuno per qualche giorno?

Non trovo un modo, ma ci sto lavorando...

 
06 Dicembre 2010

Me, adesso.

 
08 Maggio 2010

titolo nuovo diario

e adesso è aggiornato, contento?

 
19 Gennaio 2010

Quando moriò dirò una frase che avrà senso solo per me che agli altri sembrerà campata in aria, oppure starò zitto pensandola.

 
20 Aprile 2009

Per tutte le ragazze, una grande dedica da un grande estimatore.

 

Dicono che vi truccate.. dio vi ha dato una faccia, voi ve ne fate un'altra, danzate, caracollate, sussurrate, date nomignoli alle creature di dio, fate passare per ignoranza la vostra malizia!

 - Amleto - 

 
avanti >

Studenti.it Iscriviti alla community di Studenti.it Segnala un abuso Crea il tuo blog Foto Vip
© BanzaiMedia | Community | Tutti i video | Testi canzoni | Cinema e Film | Aiuto e supporto